Gli italiani che lavorano in Albania non sono 20.000 come dichiarato da Veliaj e da Rama

Nel 2014 l’allora Ministro del Lavoro Erion Veliaj, durante una visita di lavoro a Roma, con grande sorpresa e imbarazzo della controparte italiana dichiarava alla stampa che in Albania c’erano piu’ di 19.000 italiani che avevano richiesto il permesso di lavoro.

L’Ambasciata Italiana allora non rettifico’ in alcun modo questa dichiarazione irrealistica, anzi poco dopo, nelle dichiarazioni ufficiali, sia l’Ambasciatore italiano Gaiani che il Primo Ministro Rama cominciarono ad usare questo dato (arrotondandolo a ventimila) che fini’ per riempire le pagine dei giornali italiani ed i notiziari televisivi.

Nacque cosi’ la leggenda metropolitana dell’emigrazione al contrario, corredata da interviste a cuochi e architetti italiani autoimpiegati in Albania, finalizzata soprattutto ad incentivare nuovi arrivi, nell’ambito di una piu’ ampia orchestrazione propagandistica basata su altre notizie false o tendenziose, come “la tassazione piu’ bassa della regione”, “si registra una societa’ in un giorno”, “si affittano i capannoni ad 1 euro all’anno”, “non esistono i sindacati”, “20.000 italiani si  sono gia’ trasferiti in Albania”

Tutte affermazioni riprese acriticamente da giornalisti prezzolati e asseverate tacitamente dalla diplomazia italiana, incapace di fare verita’ su un dato abnorme, tanto piu’ che nei registri dell’AIRE (l’anagrafe degli italiani residenti esteri) di allora in tutta l’Albania a stento si potevano contare 1.000 cittadini italiani  residenti, tra i quali parecchi albanesi rientrati dall’Italia con il passaporto italiano, qualche cittadino gia’ deceduto e altri “amici” in realta’ assenti, ma registrati come residenti presso un noto studio legale italiano.

Ora che questo dato abnorme e’ conosciuto e citato da tutti, il Servizio Nazionale per l’Occupazione del Ministero del Lavoro albanese ci fa sapere in un suo rapporto ripreso da Monitor che nell’anno 2012 gli stranieri che lavoravano in Albania erano complessivamente 2.500, ma che sono cresciuti fino al dicembre 2015 quando erano ben 3.139 persone, di cui solo 719 cittadini italiani.

Per correttezza di ragionamento bisogna dire che questo contingente (cittadini italiani che lavorano regolarmente in Albania) non rappresenta la totalita’ della popolazione italiana in Albania, di cui fanno parte anche molti dipendenti  pubblici italiani in missione (ambasciata, polizia e tanti altri uffici sconosciuti ai piu’), oltre a quasi 900 studenti che frequentano l’Universita’ di Nostra Signora del Buon Consiglio, un numero imprecisato di religiosi, qualche decina di cooperanti e volontari di vario tipo, e a una discreta pattuglia di pensionati. Infatti, secondo fonti informali del Ministero degli Interni albanese, gli italiani con un permesso di soggiorno sarebbero circa duemila.

Cosi’ finisce scoperta un’altra delle bugie propagandistiche dell’ex ministro Veliaj e del primo ministro Rama, che ancora una volta, invece di affrontare seriamente una questione importante e vitale come l’attrazione degli investimenti, hanno voluto forzare la situazione con trucchetti degni degli illusionisti da avanspettacolo.