Nga Mentor Kikia
La cannabizzazione massiccia distrugge la società

Questo articolo, pubblicato originariamente su Gazeta Shqiptare è uno dei motivi del licenziamento dell’autore da caporedattore del telegiornale delle 15.00 di Top Channel. Lasciamo al lettore la valutazione di cosa significhi tutto questo.

La coltivazione della cannabis e’ diventata ora una questione piu’ politica che legale e il dibattito si e’ incentrato sul fatto che ci sia o meno un supporto statale o governativo a questo superbusiness agro criminale. Il dovere della polizia e’ limitato alla raccolta, trasformandosi in polizia agraria, mentre il Ministero degli Interni si compiace del numero delle piante annientate, confrontandolo con quello dell’anno precedente, come si farebbe per un rendimento agricolo.

Le parcelle estirpate non vengono trattate come una scena del crimine, o nel caso migliore semplicemente si filmano, e non si indaga oltre su chi abbia predisposto la semina, chi doveva raccogliere, e chi la doveva esportare. Basata sul principio stalinista che un crimine e’ tale quando si uccide un uomo, mentre quando se ne uccidono molti e’ semplicemente statistica, anche la coltivazione della cannabis e’ praticamente decriminalizzata. Nelle carceri sono finiti solo o semplici manovali, o piccoli coltivatori individuali, cioe’ quelli che non fanno parte della catena organizzata. Nel caso peggiore, i veri organizzatori di questa industria gigante, quelli che provvedono alle sementi, al finanziamento della semina, ai lavoratori del muscolo, alla lavorazione, al magazzinaggio ed esportazione, sono stati danneggiati parzialmente solo dallo sradicamento delle piante, ma non dalla condanna legale.

Indipendentemente dalla retorica del governo che quest’anno e’ stata raccolto di piu’ perche’ ne e’ stato scoperto di piu’, la coltivazione della cannabis quest’anno ha conosciuto un boom quasi legale

Ma qual’e’ il rischio di questa impresa criminale? Non mancano le teorie che, a prescindere dall’origine, il denaro non e’ cattivo. Ma dobbiamo essere chiari e calmi per cosa sta avvenendo in Albania

Con tutto questo, la cattura di un gommone in Grecia con alcuni quintali di cannabis, di un altro in Italia con 4 tonellate, l’arrivo dell’aereo a Ishem, sono indicatori che nonostante tutti gli estirpamenti della Polizia, nel nostro paese ci sono quantità prodotte molto grandi.

Ma torniamo al rischio. Centinaia di milioni, se non miliardi di euro, denaro criminalizzato che entra in circolazione, potenziando ancora di più la casta del crimine con forti legami politici e grandi azioni nell’economia legale, sconvolgendo gli equilibri, a danno dell’economia normale e onesta. Cifre importanti saranno investite per corrompere le strutture dello stato, come Polizia, procura, tribunali, per ottenere “agevolazioni” a questo business.

Dobbiamo essere coscienti che non è un caso che lo stato e la giustizia albanese sonoi più corrotti d’Europa In questo paese la pressione dei soldi del crimine è stata molto forte, e davanti a questa non ha resistito nessuno nella piramide statale, facendo diventare la corruzione una condizione legale. Vista da questo punto di vista questa situazione è grave nel momento in cui si creano prospettive serie e grandi per riformare la giustizia..

La produzione massiva di cannabis riempirà il mercato interno, abbassando il prezzo e incentivando il consumo da parte dei giovani. Nessuno ancora è infastidito per le conseguenze reali che provocherà questa attività criminale sulle nuove generazioni. La massivizzazione del consumo di droga sarà un colpo fatale per la società, già molto traumatizzata.

Infine ma ancora più importante, il rischio reale dell’infiltrazione di questo denaro anche nella vita politica. Si sa oggi che fanno parte della vita politica del paese un numero considerevole di uomini che hanno legami anche diretti con il mondo del crimine, e in particolare con il mondo della cannabis. Le nuove leggi stabiliscono limiti restrittivi per non consentire a queste persone di mettersi in politica, ma nessuna legge impedisce che il loro denaro alimenti la politica.

In poche parole tutto questo denaro porterà alla criminalizzazione della società nella sua globalità. E questa forma di criminalizzazione non è un tornado che arriva, distrugge e dopo la gente deve solo ricostruire. Questo è un danno con conseguenze a lungo termine. Sono colpi che la società riceve ora e che poi servono molti anni per recuperarli e ricostruire.

Visto nel suo complesso, il fenomeno cannabizzazione non è semplicemente un fenomeno criminale, ma un’attività che produce un grande rischio economico e sociale, è un fenomeno che produce un reale rischo nazionale.