Nga Carloalberto Rossi
La piazza “taumaturgica” scatena i tromboni

“Monitoraggio: Piazza Skanderbeg riduce l’inquinamento dell’aria di Tirana” – cosi’ tutti i principali organi di propaganda di Rilindja hanno titolato un pezzo  esattamente uguale per tutti, evidentemente lanciato da un qualche  “spin doctor” del Municipio.

piazza carta 1

L’attacco del pezzo e’ degno di un vero campione  del giornalismo americano: “La qualita’ dell’aria a Tirana in questi giorni ha  conosciuto un sensibile miglioramento grazie a Piazza Skanderbeg”, per poi proseguire con una serie di dati pseudo scientifici (coie’ senza citare le date, gli orari e i luoghi dei campionamenti, per non parlare degli autori) che  dovrebbero incantare l’ignorante lettore spiegandogli del variato livello di PM10, di un ridotto  valore medio (ma non si sa in quale periodo) ma pur sempre superiore agli  standard europei, per poi finire  a spiegare che  il merito e’ di Piazza Skanderbeg che con i suoi  11 differenti giardini (?), i suoi 32.000 metri quadrati di bosco urbano, con i suoi  2.200 alberi, 4.500 cespugli e 70.000 fiori appena piantati, e infine con le sue  100 fontane, che costituiscono pure un sistema di raffrescamento nel periodo caldo.

piazza carta 2

Purtroppo per loro la  verita’ e’ che:

  • Nei giorni scorsi c’e’ stato un clima ventoso, e conseguentemente l’aria del centro della citta’ si e’ ripulita naturalmente;
  • La piazza, con le sue piante vecchie e  nuove, c’e’ da alcune settimane, solo era chiusa al pubblico per le rifiniture finali (a oggi molti lavori non sono ancora finiti) e per avere l’affetto sorpresa per il giorno dell’inaugurazione; e se anche avesse un effetto filtrante l’inquinamento, questo non inizierebbe con l’inaugurazione di Rama, ma sarebbe iniziato ben prima;
  • La superficie a verde della piazza e’ in realta’ calata, e di quasi 12.000 metri quadrati, perche’ i 32.000 metri sono in gran parte costituiti dal giardino che contorna il Museo dal lato dell”unaza, mentre il giardino di fronte alla Banca e quello tra la Banca d’Albania e il Museo sono stati pavimentati, come almeno meta’ del prato davanti al monumento di Skanderbeg, mentre sono  state aggiunte solo poche aiuole e qualche pianta; tutto  questo e’ facilemente verificabile sulle due carte pubblicate in questo articolo;
  • Le piante di recente piantumazione sono in realta’ solo poche decine, spesso piantate a caso sui vecchi marciapiedi di fronte alla Bashkija e al Palazzo della Cultura o inserite forzatamente nei giardini preesistenti; ma il lavoro e’ stato inaugurato prima di essere finito ed altre piante forse verranno piantate alle spalle del monumento di Skanderbeg, ma molto difficilmente arriveranno al numero di 2.200.
  • L’abbondante piantumazione di cespugli sembra aver creato l’habitat ideale per consentire ai cani di fare i loro bisogni, cosa molto ecologica e biologica ma meno gradevole da un punto di vista  olfattivo;
  • Anche le 100 fontane non ci sono tutte, a meno che non si vogliano chiamare fontane anche le feritoie che saltuariamente  immettono  acqua sul lastricato della piazza, che comunque possono avere un effetto rinfrescante ma non di filtro delle polveri sottili conosciute come PM10 (che  a dispetto del nome sono piccole particelle metalliche emesse dai motori delle automobili);
  • Il principale effetto della nuova piazza e’ proprio quello di costringere tutto il traffico che prima transitava dalla piazza ad un tortuoso e poco scorrevole percorso, con frequenti intasamenti e rallentamenti, conosciuto come Unaza e Vogel, lungo il quale ci sono ben 8 semafori e una strettoia sempre ingorgata, con conseguente aumento dei tempi e dei chilometri di precorrenza urbana, con un notevole incremento di frenate e accelerate, e quindi di consumi  specifici di carburanti, la cui combustione genera appunto le cosiddette polveri sottili.

La inaugurazione di Piazza Skanderbeg, opera pubblica discutibilissima quanto costosa, e come detto sopra, assai gravosa per il traffico cittadino e di conseguenza per l’inquinamento dell’aria, ha offerto lo spunto a qualche cretino nascosto in qualche  ufficio stampa per diramare un comunicato, in gergo giornalistico si direbbe una  “velina”, immediatamente ripreso dai servi sciocchi del regime, cerebrolesi imbrattatori di carta stampata ed acritici falsificatori di notizie, mostrando il loro profondo disprezzo per l’intelligenza del popolo albanese, allo scopo di magnificare le scelte del leader globale, presentando entrambi, la piazza e il leader, come cose miracolose capaci di curare i mali del paese.

E’ la campagna elettorale di per se’ che fa’ i prodigi, in questo  caso di  stupidita’ umana, non la piazza ne’ tantomeno un leader sempre piu’ impegnato nella propaganda piu’ menzognera.