La Cultura, un collante più forte  di acciaio e cemento? Valorizzare “Matera 2019” per rilanciare il Corridoio VIII

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una proposta aperta per la messa in rete di risorse e opportunita’, a cura di Sergio Ventricelli, presidente del Distretto Produttivo dell’Industria Culturale della Regione Puglia, nonche’ presidente di Confimi Puglia.

 

Nella strategia di sviluppo delle cosiddette macroaree, che l’Unione Europea invoca con grande determinazione, ce n’è una che per storia, cultura e contiguità territoriale meriterebbe una puntuale valorizzazione. La cosiddetta area appulo-lucana, ovvero quella parte di Puglia denominata Murgia (con le province di Bari e Taranto in primis) e il Materano. Non bastasse, infatti, un’antica e significativa amicizia tra questi luoghi e chi li abita, con molte aziende dell’una e dell’altra parte che spesso trovano spazio nei distretti industriali altrui, vi è in questo particolare momento storico una irripetibile occasione per moltiplicare le progettualità di sistema, con “Matera, Capitale Europea della Cultura del 2019”. Un elemento, in particolar modo, può aiutare a comprendere come tutto questo possa procedere congiuntamente: il sistema di collegamento aereo. L’aeroporto internazionale Karol Wojtyła di Bari, infatti, oltre a essere lo scalo più importante della Puglia, è anche quello che i materani utilizzano per i loro spostamenti. Lo stesso aeroporto dal quale, in appena 35 minuti – la destinazione in assoluto più breve da e per la Puglia – si giunge all’aeroporto Nënë Tereza di Tirana. Tutto, quindi, lascerebbe addirittura ipotizzare a un triplice sviluppo congiunto, valorizzando un ulteriore fortissimo legame – culturale, sociale ed economico -, quello tra l’Albania e il Sud Italia più orientale, Puglia e Basilicata appunto, dove la presenza di comunità albanesi è assai rilevante. Ma cosa blocca uno sviluppo così armonico? Perché Piemonte e Valle d’Aosta coabitano e collaborano positivamente con la Francia, il Trentino con l’Austria e il Friuli Venezia Giulia con la Slovenia, non accade analoga cosa tra le due sponde meridionali dell’Adriatico? La partita che si giocherà per “Matera 2019”, con circa 400 milioni stanziati dal Governo italiano attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo – è ricca e suggestiva. Perché, quindi, non trasformarla in una piattaforma continua di scambi di affari, merci e turismo, con collegamenti aerei e marittimi ancor più intensi e significativi? Perché, soprattutto, non immaginare da parte dei tre territori delle serie progettualità comuni, sfruttando, per esempio, gli ingenti capitali messi a disposizione dal sistema dei bandi europei transfrontalieri? Perché non fare in modo che il corridoio paneuropeo VIII (ve lo ricordate?, uno dei dieci “corridoi” progettati per favorire il trasporto di persone e merci nell’Europa Centrale e Orientale e che avrebbe dovuto collegare i porti di Bari e Brindisi con l’Albania la Macedonia e la Bulgaria) non venga rilanciato seriamente, attraverso l’opportuna veicolazione di “Matera 2019”? Certo, occorrono ampie coesioni, unione di intenti e managerialità di altissimo profilo, ma non esiste  un’occasione migliore per chi governa questi territori (i Governatori Pittella ed Emiliano da una parte e il Primo Ministro Rama dall’altro), per ottenere successi e consensi bipartisan. Sarebbe l’inizio di uno straordinario percorso comune di sviluppo, civiltà e cooperazione. Sarebbe, perché siamo colpevolmente in ritardo. Ancora una volta. Forse troppo, per immaginare che tutto questo accada davvero. Ma, con un po’ di pragmatismo in più, si è ancora in tempo per far partire la macchina e darle una direttrice. E non importa che non si costruisca un corridoio di 1.500 km, come da progetto originario, basterebbe porre le basi per il cantiere di un’area vasta, che sfruttando la cassa di risonanza di “Matera 2019”, possa accendere i riflettori e gli interessi internazionali su questa macroarea. Che fosse la volta buona che la Cultura o, meglio ancora, l’industria culturale, si mostri un collante più forte del cemento e dell’acciaio?