Nga Vincent W.J. van Gerven Oei
Rama contro la sentenza della Corte di Strasburgo

In risposta alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (ECtHR) di Strasburgo, a seguito della quale il Governo albanese è stato condannato a pagare 13 milioni di euro ai proprietari del Jon Residence di Valona, che è stato illecitamente demolito perchè parte del progetto di riqualificazione urbana del lungomare, il Primo Ministro Edi Rama ha dichiarato che è pronto a rifarlo altre 1.000 volte.

In un’intervista con Ilva Tare, ha aggiunto:

Abbiamo fatto un esproprio legale e gli attori non hanno contestato l’esproprio, ma l’importo della ricompensa. La corte non ha trovato alcuna illegittimità dell’azione, ma ha accettato solo una denuncia con l’affermazione che la ricompensa proposta dal Governo è molto bassa e deve essere molto più alta. Questo è ciò che la Corte ha fatto”.

Purtroppo, il Primo Ministro o non ha capito la sentenza o fa finta di non capire.

Una breve storia dell’accaduto

Il caso in questione tratta della demolizione del Residence Jon lungo la costa di Valona. Secondo i documenti del tribunale, i proprietari della terra, hanno ricevuto nel 2010 un permesso per costruire da parte del Comune di Valona, e gli appartamenti e i negozi che hanno costruito su di esso erano legalmente registrati. Quindi l’edificio era legale sotto tutti i profili.

L’8 ottobre 2013, il Consiglio nazionale per la pianificazione territoriale (KKT), che è guidato dal Primo Ministro Rama, ha deciso di emettere misure di emergenza per ripulire la costa dagli “edifici illegali”.

In seguito l’Ispettorato per l’Urbanistica ha preparato una relazione in cui ha affermato che sono presenti delle irregolarità nel processo di costruzione. Quindi, il Governo ha dichiarato l’edificio “illegale”.

I proprietari del Jon Residence hanno presentato un reclamo presso il distretto amministrativo di Valona contro la decisione del INUK / INUV, sostenendo che la decisione è stata “arbitraria” e ha violato i loro diritti di proprietà.

Il 13 novembre, dopo che i proprietari hanno inviato una denuncia al difensore civico nazionale, quest’ultimo ha inviato una lettera alla Polizia di Stato e alla Polizia di Valona esortandoli a smettere di impedire ai proprietari di entrare nella loro proprietà. Il difensore civico nazionale ha sostenuto che i loro diritti di proprietà erano stati violati, e che l’INUK / INUV ha agito in violazione della legge.

Nonostante la lettera del difensore civico nazionale, e mentre il ricorso presso il Tribunale Amministrativo era ancora in corso, il Consiglio dei Ministri il 27 novembre ha emesso un decreto per espropriare il tratto di costa di Valona che comprende anche la Jon Residence. Questo non è stato però reso immediatamente pubblico.

Nel mese di dicembre lo Jon Residence è stato demolito.

Il 20 gennaio 2014, la Corte d’Appello Amministrativa ha chiuso il procedimento perché lo Jon Residence aveva cessato di esistere.

Il 28 gennaio, il Tribunale distrettuale di Valona ha dichiarato che la demolizione era stata arbitraria e in violazione della Costituzione albanese.

Questa decisione è stata confermata dalla Corte d’appello amministrativa in una sentenza del 6 maggio 2016.

Sia il Tribunale distrettuale di Valona, che la Corte d’Appello hanno deciso che i proprietari devono essere ricompensati per l’esproprio illegale subito.

Le implicazioni della sentenza della Corte di Strasburgo

I proprietari, tuttavia, hanno portato il caso alla Corte europea dei diritti dell’uomo facendo appello agli articoli 6.1 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, cioè quelli che trattano del diritto a un processo equo e del diritto a un ricorso effettivo.

Questo smentisce in modo efficace l’affermazione del Premier Rama, in cui dice che i proprietari si sono rivolti alla Corte di Strasburgo per ottenere un indennizzo più alto. In realtà loro si sono rivolti alla Corte per lamentare il mancato rispetto, da parte del Governo, della decisione del 7 novembre del Tribunale Amministrativo.

Questo sentenza quindi colpisce il totale disprezzo del Governo verso le decisioni della magistratura.

Va inoltre sottolineato che, ancora una volta, la delegazione dell’Unione Europea a Tirana è rimasta completamente in silenzio su questo tema.