Anche gli oligarchi dell’Autostrada non si fidano della giustizia albanese

La capacita’ dei tribunali albanesi di valutare correttamente i diritti di un investitore albanese, nonostante stia per entrare in funzione la Riforma della Giustizia, sembra essere messa in forte dubbio anche dai principali sostenitori e beneficiari economici del governo.

Infatti il contratto di concessione dell’Autostrada del Kosovo, stipulato tra il Ministero dei Trasporti e il consorzio concessionario, in caso di conflitto di interpretazione del contratto stesso, prevede all’articolo 56.2 il ricorso all’arbitrato internazionale, e precisamente alla Corte Internazionale di Arbitraggio di Vienna.

Questo diventa ancora piu’ paradossale considerando che dopo poche settimane dalla firma del contratto, le quote delle tre societa’ estere che detenevano il controllo della societa’ concessionaria creata secondo le previsioni del contratto, Albanian Highway Concession sh.p.k., sono state tutte vendute ai due soci albanesi, Salillari e Kastrati, che entrambi partecipano nella societa’ concessionaria tramite le loro societa’ di diritto albanese.

Quindi in caso di conflitto tra il Governo e la societa’ dei due imprenditori albanesi non saranno i tribunali albanesi ad amministrare la giustizia e a decidere chi ha ragione, ma tutte e due le parti preferiscono rivolgersi al molto piu’ costoso arbitraggio internazionale.

Ma se anche degli imprenditori cosi vicini al governo, al punto di avere ricevuto dal governo un contratto che garantisce loro in trenta anni di incassare oltre 400 milioni di euro, non si fidano dei tribunali albanesi, come potrebbero fidarsene gli investitori esteri o quelli albanesi meno amici del governo?