Nga Vincent W.J. van Gerven Oei
Il Rapporto sul Progresso dell’Albania verso l’adesione alla UE del 2018: i colori della realta’ oscura dell’Albania

La Comissione Europea ha pubblicato nei giorni scorsi il Rapporto annuale sul Progresso per i paesi dei Balcani Occidentali, tra cui anche l’Albania. In quel rapporto si raccomanda l`apertura dei negoziati di adesione con l’Albania e con la Macedonia, ”grazie ai progressi  raggiunti preservando e approfondendo l’attuale programma di riforme”.

Questa e’ la seconda volta che la Comissione Europea  raccomanda al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo l’apertura delle trattative con l’Albania. La prima volta e’ stata nella Rapporto sul Progresso del novembre del 2016.

Da parte del Parlamento Europeo erano stati fatti  grandi  cambiamenti al Rapporto, ma anche quella volta la raccomandazione non e’ stata approvata a causa del voto dell’Austria a ogni raccomandazione per l’allargamento della UE. Tuttavia i principi di tale relazione sui progressi sono serviti come indicatori del processo dell’integrazione dell’Albania durante questi ultimi 2 anni.

Quanto la Commissione degli Affari Esteri  del Parlamento Europeo ha approvato il Rapporto, emendato il 3 febbraio del 2017, in quello sono state incluse in maniera chiara le “cinque priorità chiave” gia’ famose.

“Il Parlamento Europeo  saluta  il progresso continuo dell`Albania nelle riforme collegate con l’adesione alla UE, particolarmente l`approvazione consensuale  a luglio del 2016 dei cambiamenti costituzionali che aprono la strada ad una riforma della giustizia profonda e globale, affermando  che non solo l`approvazione, ma anche l`implementazione completa delle riforme delle 5 cinque priorità chiave e l`impegno politico incessante è essenziale per svilupare il processo di accoglienza nella UE, incoraggia l`Albania a creare un` esperienza costante in relazione a questa riforma.

Il Parlamento Europeo . . . ben accetta le raccomandazioni della Comisione per l’apertura  dei negoziati  di adesione dell’Albania; sostiene  appieno l’entrata dll`Albania nella UE e vuole  che i negoziati si aprono appena avra’ un progresso affidabile e sostenibile nell`implementazione delle riforme globali nella giustizia e nella lotta contro il crimine organizzato e la corruzione, per mantenere il ritmo delle riforma.”

La formulazione finale del raporto si vede come un compromesso tra i difficili requisiti posti dalla Germania per le cinque priorita’ chiave e la la posizione della Commissione Europea la quale richiede solo la riforma nella giustizia.

Diamo un`occhiata al Rapporto sul Progresso  dell`anno 2018, compilato dalla Comissione Europea. Fin dall’inizio si dichiara che la Comissione ha trascurato le condizioni messe dal Parlamento Europeo nell’ultimo raporto del 2016 e ha continuato a valutare il progresso  dell`Albania basandosi solo sui propri criteri.

A novembre del 2016 la Comissione ha raccomandato l’apertura  dei negoziati a condizione di un “progresso affidabile e tangibile della riforma della giustizia, specialmente nella rivalutazione dei giudici e i  pubblici ministeri (vetting). La Commissione ha continuato a monitorare in maniera completa lo sviluppo dei “Cinque Comandamenti Chiave”.

Nessuna parola per “l’implementazione completa e tempestiva”, nemmeno per il “progresso affidabile e sostenibile”. Al loro posto abbiamo “la Comissione ha monitorato pienamente”.

Da quello che segue nel rapporto, possiamo trarre la conclusione che, in verita’, questo monitoraggio e’ stato superficiale.

Leggendo il Rapporto del Progresso, sono rimasto sorpreso dalla maniera sconcertante di come la Commissione Europea abbia cancellato dal Rapporto le numerose violazioni della legge da parte del governo albanese ed ha scelto con molta cura di rappresentare solo i cambiamenti fatti sulla carta e non nella pratica. L`applicazione della legge: il principio fondamentale dell` Unione Europea e’ la pratica e non la tesi teorica. Tuttavia, in tutto il Rapporto del Progresso si vede che e’ stato basato solo su quelle: le parole.

Tuttavia, entrando nel Rapporto sul Progresso, che riassume in poche parole tutto il rapporto, e’ chiaramente una versione ripulita e politicamente desiderabile delle 100 pagine del Rapporto.

Si esagera ogni cosa buona e si ignora ogni cosa cattiva.

Si rappresenta un panorama di successi, quando in realta’ si sarebbe dovuto rappresentare il fallimento assoluto della Comissione Europea, nella sua  Rappresentanza Diplomatica a Tirana, nello spingere l’Albania verso la democrazia. Anzi, la Rappresentanza Diplomatica ha solo approvato e promosso la tendenza inarrestabile dell’Albania verso l’autoritarismo e la cattura dello stato da parte del crimine organizzato.

La prima priorita’ chiave: la riforma nella pubblica amministrazione

La comissione Europea ha tratto la conclusione:

“Il quadro legale e quello strategico sono stati creati. L’implementazione della riforma nell’amministrazione pubblica e’ continuata in maniera irrevocabile, dopo l’approvazione della legislazione del  servizio civile, avanzando ancora di piu’ verso un servizio civile professionale e basato nei meriti.”

La Commissione Europea, convenientemente dimentica di menzionare che in un rapporto del dicembre del 2017 il Consiglio Supremo dello Stato (KLSH) ha tratto la conclusione che l`implementazione che il Sistema Informativo delle Risorse Umane (SIRU) dell`amministrazione pubblica ha fallito totalmente: “l’efficacita’ e l’efficenza non e’ stata raggiunta, e ancora non si sa quando si raggiungera’”.

Per di piu’, un ultimo rapporto finanziato dalla UE e dal OECD tende alla conclusione che l’amministrazione pubblica non e’ basata sul merito.

“. . . caso preocupante resta la mancanza di regole specifiche per organizzare assunzioni basate sul merito, delle regole della reintegrazione e delle procedure disciplinari per alcuni gruppi di dipendenti pubblici che esercitano autorita’ pubblica e che sono stati esclusi dalla campagna dell`azione pubblica dopo le modifiche fatte nella legge per il servizio civile approvate nell`anno 2014.

Non esiste un quadro legale uguale e completo per fornire l`assunzione basata sui meriti e per il licenziamento di quei dipendenti pubblici che non sono coperti dalla legge del Servizio Civile.

Questa cosa e’ stata reclamata dal Rapporto: “gli incarichi in nome della legge del servizio civile continuano ad essere una pratica comune che impedisce il funzionamento basato sui meriti”, in poche parole non e’ stato creato “ne il quadro legale, ne il quadro strategico”!

Lo Stato albanese nemeno sa chi lavora per lui, mentre il primo ministro Edi Rama e il suo governo continuano a violare la Legge dell’Amministazione Pubblica, licenziando i dipendenti pubblici a loro piacere. L’ultimo rapporto di Freedom House ha menzionato in maniera chiara il rischio di caduta dell’Albania in una autocrazia.

Tuttavia il Raporto del Progresso ha individuato in molte sue parti toni propagandistici in difesa dello stato albanese; parlando per il caos amministrativo crato dopo le elezioni. Il rapporto afferma:

“ Il processo della ristrutturazione ha creato un divario temporaneo in diverse aree di governo, che dovra’ essere superato velocemente in maniera che si impedisca la perdita dell’efficacita’ nell`implementazione continua della Riforma”

L`uso della locuzione  ”dovra’ essere superata velocemente” e’ impressionante, specialmente perche i rapporti menzionati sopra e i fatti hanno dimostrato che  la pubblica amministrazione non superera niente nel futuro prossimo.

In realta’ l`espressione “superare velocemente” sembra una frase copiata parola per parola  da qualche ottimistica memo che il governo potrebbe aver inviato all’Ambasciatore della UE, Romana Vlahutin.

 

La seconda priorita chiave: la riforma della giustizia.

La Comissione Europea ha tratto la conclusione:

“l’implementazione delle  diverse componenti della riforma sta avanzando bene secondo i passaggi e il calendario previsto e in conformità con le disposizioni legali.”

Come si  menziona nel Rapporto sul Progresso, la riforma giudiziaria consente la formazione del Consiglio Superiore Giudiziario (KLGj), il Consiglio Superiore dei Procuratori (KLP), e della Procurora Speciale (SPAK), l`Ufficio Nazionale delle Investigazioni (BKH), e altri instituzioni.

I cambiamenti costituzionali approvati nel 2016 prevedono chiaramente che il Consiglio Superiore dei Procuratori (KLP) e  il Consiglio Superiore dei Giudici (KLGj), dovevano essere creati nel marzo del 2017, e la loro mancata realizzazione e’ una violazione della Costituzione.

Per di piu’, è molto improbabile che quelle istituzioni si realizzino entro l’anno 2018.

Questi hanno portato ad una crisi costituzionale riguardo alla scelta di un Procuratore  Generale Temporaneo, nel ritardare  della Creazione della Procura Speciale (SPAK) e dell`Ufficio Nazionale delle Investigazioni (BKH), e un divario legale  che ha portato il controllo dello stato nelle mani della procura e del sistema giudiziario.

Durante questo tempo il Procurore Generale Temporaneo Arta Marku ha fatto dei cambiamenti anticostituzionali nella struttura del sistema della procura, che non sono stati citati nel Rapporto sul Progresso.

Mentre  la Commissione Europea pretende che i “Giudici e i Procuratori non potranno essere trasferiti senza la loro approvazione”  nella realta’ queste cose sono accadute frequentemente sin dal dicembre del 2017.

Per di piu’ il Rapporto sul Progresso, reclama che per quanto riguarda il vetting “800 profesionisti attualmente sono in fase di revisione.” Questo e’ di nuovo inaccurato. Secondo le notifiche del Comitato Indipendente delle Qualificazioni (KPK), preposto alla realizzazione del vetting, solo 138 casi sono aperti o si stanno elaborando.

Il Rapporto sul Progresso afferma che e’ stata “completata“ la valutazione di tutti i membri della Corte Costituzionale, del Presidente della Corte Suprema e del Procuratore Capo. Anche questo non e’ vero. Fino ad ora sono stati esaminati solo tre giudici della Corte Costituzionale, uno ha dato le dimissioni durante la rivalutazione, uno e’ stato espulso, e uno solo e’ stato riconfermato, mentre per il presidente della Corte Suprema, Xhezair Zaganjori, e per il Procuratore Generale Temporaneo, Arta Marku, non e’ ancora stata fissata la data dell’udienza. E questo e’ uno dei primi passi nel processo della verifica, contro il quale e’ possibile l’appello nella Camera d’Appello e al Tribunale Europeo per i Diritti Umani.

Piu in la’, molto all`interno del rapporto, la comissione e’ piu cauta: “ dopo la creazione delle Istituzioni di verifica, si sta esaminando il primo gruppo dei casi prioritari.” Ma chi legge fino a li!

Infine il Rapporto sul Progresso mal rappresenta il ruolo della Corte Costituzionale nella valutazione della legititmita’ della legislazione del vetting. Citiamo:

“l’incostituzionalità del processo del vetting e’ stata contestata per due volte presso la Corte Costituzionale, ma quest`ultima ha respinto le contestazioni.” Anche se la legge del vetting non e’ stata rifiutata in toto, la Corte Costituzionale ha annullato diversi articoli della legge dichiarandoli anticostituzionali. Nuovamente la Commissione ha fatto una scelta secondo il suo desiderio.

 

La terza priorita’ chiave: la guerra contro la corruzione.

E’ sorprendente che la Comissione Europea sembri suggerire che “nell’avanzamento” della riforma nella giustizia,  proprio i magistrati dimessi o licenziati durante il processo di verifica (vetting) debbano essere calcolati come vittime della lotta contro la corruzione.

“Per quando riguarda la condanna dei funzionari statali di alto livello, risultati importanti sono stati raggiunti nel sistema della giustizia. Sono state emesse condanne contro i procuratori e giudici. Per quanto riguarda l’apertura di nuovi casi contro alti funzionari dello stato, il numero e’ aumentato.  Anche se il numero delle condanne definitive di alti funzionari dello stato e’ ancora troppo basso.”

Tutto il ruolo della guerra contro la corruzione era di mandare tutti gli politici in prigione, ma questa cosa non e’ successa in nessun caso.

La Procura Speciale (SPAK) resta ancora una fantasia che non si realizzera’ fino al 2019. Dunque, tranne il numero radoppiato delle “vittime” della riforma della giustizia, e l’inesistente Procura Speciale, cos`altro avra’ da dimostrarci la Commissione Europea? Un ”basso numero di alti funzionari dello stato condanati con una sentenza finale”. Appunto: zero funzionari condannati!

Invece di mostrare la non costituzionalita’ di tutta la situazione, il Rapporto sul Progresso approva la task force “Forza della Legge” del ministro degli interni Fatmir Xhafaj.

A novembre 2017 il Ministero degli Interni  ha approvato il piano d`azione per la lotta contro il crimine organizzato (l’operazione “Forza della Legge”) il quale prevede la creazione di una task force molto disciplinata per la sua supervisione e la sua esecuzione, ben focalizzata sulla cattura dei proventi del crimine. In questo quadro il Ministero degli Interni e la Procura Generale hanno firmato, nel febbraio del 2018, un`accordo di cooperazione per il trattamento comune dei reati gravi e della corruzione. Questo accordo restera’ in vigore fino alla creazione della Procura Speciale.

Ma, come ho spiegato anche prima, questo piano d’azione ha una storia molto sospetta, perche’ i diritti e i doveri della procura passano sotto il controllo del Ministero degli Interni, e ogni confine e ogni divisione tra il potere giudiziario e quello esecutivo sparira’.

La giustificazione per questa struttura e’ che la Procura Speciale non e’ stata ancora creata. E’ una giustificazione opportuna, ma in realta’ e’ un indebolimento del sistema giudiziario e non il suo rafforzamento.

In questa parte il Rapporto segue quel modello che ho messo in evidenza altrove. In premessa tutto sembra felice e solare, ma i fatti sono seppelliti  nei dettagli all’interno del Rapporto “tuttavia, la corruzione e’ diffusa  e resta ancora un fatto preoccupante.”  Resta ancora da vedere l`impatto delle misure prese. Ma non c’e’ nessun progresso,  qualunque esso sia.

 

La quarta priorita’ chiave. La guerra conto il crimine organizzato.

Invece di denunciare che il crimine organizzato ha catturato lo Stato albanese, arrivando a livelli dominanti, e raggiungendo anche alcuni paesi della UE, compresa la Francia, la Gran Bretagna e anche l’Olanda, allarmando i Ministri della UE, il Rapporto sul Progresso mette in evidenza che “le operazioni delle forze dell’ordine hanno reso possibile la confisca con successo  di grosse quantita di cannabis proveniente dalle prime raccolte, e per ultimo la cocaina dall’America Latina”.

Nessuno menziona la cattura di qualche grosso criminale, o come appaia improvvisamente questa cocaina!

Un aiuto: i profitti dei diversi  anni dalla coltivazione e dall`enorme trafico di cannabis durante il governo Rama  hanno consolidato le strade del traffico internazionale della droga e i “cartelli” albanesi hanno abbastanza soldi per entrare nei redditizi affari della cocaina. Di nuovo i fatti sono stati seppelliti  dentro il rapporto. Tuttavia l’Albania resta una fonte principale  della  cannabis trafficata nell’Unione Europea”.

La Commissione Europea ha menzionato in maniera favorevole la legge per il vetting della polizia, il quale e’ stato approvato in Parlamento solo con i voti del Partito Socialista. (il rapporto, in maniera incorretta, parla di un “ampio consenso tra partiti”), il quale come ho spiegato prima  dara’ mano libera al ministro Xhafaj per riformare la gerarchia della Polizia dello Stato. Al posto di un agenzia indipendente di implementazione della legge, la Polizia dello Stato sara politicizzata totalmente. Questo non e’ un progresso , se con progresso non indichiamo il cammino verso uno stato di polizia.

 

In questa sezione la Commissione Europea si affoga in moralismi insipidi non potendo dimostrare neanche un unico punto concreto in cui il paese sia migliorato, e dimenticando i grossi passi indietro che si sono fatti durante il governo Rama, includendo la distruzione arbitraria della proprietà privata e l’esproprio  sotto la maschera dell’azione per la verifica delle proprieta’ sulla costa.

Non si devono dimenticare gli attacchi personali del Primo Ministro Rama contro i giornalisti. Non si deve dimenticare neanche il silenzio assordante dello Stato mentre figure pubbliche e alti funzionari dello stato  esprimevano apertamente in pubblico il loro odio contro la comunita LGBT.

 

La quinta priorita’ chiave: il rafforzamento dei diritti umani.

Ma non e’ molto strano che la Commissione Europea non veda nessun problema su questo tema, perche’, come ha detto anche il Commissionario Hahn poco tempo prima, Rama “ha tutti i diritti per esprimere la sua opinione.”

Nuovamente, in qualche angolino del Rapporto, troviamo un’altra affermazione come quella trovata nella Prefazione del Rapporto stesso: “aspettiamo che le autorita’ dimostrino tolleranza zero contro le minacce o gli attacchi dei media e di non fare dichiarazioni le quali possono creare un ambiente sfavorevole per la liberta della parola”, ma il Rapporto non menziona quali siano queste “autorita’” in realta’. Nessuna nuance critica.

Il Rapporto sul  Progresso, pproprio cosi’, distorce casi elementari collegati con la liberta’ di parola, ad esempio il Rapporto scrive:

“un programma televisivo e’ stato chiuso e due giornalisti sono stati licenziati dopo una trasmissione d’inchiesta che coinvolgeva un funzionario locale nell’ottobre del 2016, non e’ stato fatto nessun reclamo ufficiale.”

Questa dichiarazione si riferisce alla morte di un giovane lavoratore nella discarica dell`imondizia di Sharre, caso che involve il sindaco di Tirana Erion Veliaj in una lunga azione per l’insabbiamento del caso stesso, per il quale ha indotto al licenziamento di due giornalisti, Alda Tota e Artan Rama. il precedente datore di lavoro di Artan Rama piu tardi ha aperto una causa contro Artan Rama  per un articolo in cui il giornalista mostrava  i suoi collegamenti con lo stato. Rama ha vinto il processo nel dicembre del 2017.dunque, anche se non e’ stato fatto nessun reclamo ufficiale “riguardo al caso di Ardit Gjoklaj”, quello che e’ stato scritto nel Rapporto sul Progresso e’ solo una parte della storia.

 

La riforma elettorale.

L`altra parte del Rapporto e’ veramente un lavoro per esperti, nel dipingere l’apparenza in maniera  selettiva rispetto alla realta’.

Per quanto riguarda  la riforma elettorale , la Commissione Europea scrive che “una parte delle recomandazioni di OSCE/ODIHR rimangono ancora irrisolte.” Infatti 75 raccomandazioni dal rapporto di OSCE/ODIHR per le elezioni degli anni 2013, 2015 e 2017 non sono state ancora completate, mentre la Comissione Parlamentare per la riforma elettorale si e’ dispersa negli ultimi tempi, senza fare nessun avanzamento concreto per completare le raccomandazioni.

Ma, in maniera molto sorprendente, il Rapporto sul Progresso dice che:

“ la commissione parlamentare ad hoc appena formata per la riforma elettorale indirizzera’ le raccomandazioni OSCE/ODIHR in sospeso in modo inclusivo, ben prima delle elezioni del  2019.”

Dal 13 aprile del 2018, questa pretesa e’ effettivamente errata perche’ al comitato parlamentare e’ gia’ scaduto il termine. Il Comitato Albanese di Helsinki, in un’ultima dichiarazione si e’ espresso: “noi siamo in ritardo, e questo ritardo e’ ingiustificato se vediamo la storia della riforma elettorale di questi ultimi anni”.

 

Saimir Tahiri

Soltanto una parola del Rapporto sul Progresso per il fallimento del Parlamento nel togliere l`immunita all’ex Ministro Saimir Tahiri, braccio destro di Rama, in una  scena assai scarsa, durante la quale il parlamento ha preso le redini dei diritti del sistema giudiziario ed ha organizzato una vera e propria  Corte in Parlamento.

Per la difesa di Tahiri fatta dallo stato, la Commissione Europea ha da dire solo questo:

“con una richiesta della procura nell’ottobre del 2017, il Parlamento  ha tolto parzialmente l’immunita al deputato Tahiri, ex Ministro degli Interni.”

Questa patetica giustificazione, in una unica frase, riflette il fatto che nessuno tra i rappresentanti dell’Unione Europea non ha mai condannato apertamente l’ex ministro Tahiri, e nessuno di loro ha sostenuto il lavoro della procura per la relativa indagine. Dopo molti anni di reclami per gli alti livelli di corruzione (citati anche nel rapporto attuale), finalmente abbiamo un caso in cui due paesi diversi, uno dei quali parte della UE, trovano delle prove per la corruzione e la partecipazione in una banda criminale di un ex ministro, ma su Mount Brussels e’ caduto un profondo silenzio.

 

Bonus: i radar che funzionano.

Come illustrazione finale per l’alto livello di mancata informazione della Commissione Europea, devo citare un’ultima scarna affermazione: “Il sistema di sorveglianza integrata radar per il confine blue (del mare) e’ operativo”.

In un raporto del 31 agosto 2017 fatto dal Direttore Generale della polizia di quel tempo, Haki Cako, si legge chiaramente che il sistema dei radar di avvistamento costiero non funzionava a sufficenza, e questa cosa non aiutava nella cattura dei trafficanti della droga dall’Albania all’Italia. Dopo un po’ di tempo le cause sono state scoperte della Procura italiana, nelle indagini fatte per il caso Habilaj: le bande criminali avevano delle persone infiltrate nella stanza dove si monitoravano i radar, le quali spegnevano i radar nel momento in cui le barche piene di droga dovevano passare.

Come si puo prendere seriamente questo rapporto?