Nga Vincent W.J. van Gerven Oei
La riforma nella giustizia come la strategia della terra bruciata

Molto spesso ci si dimentica che la strategia della riforma della giustizia che si sta applicando attualmente in Albania è un’esperimento. Mai prima d’ora nella storia Europea c’è stata una riforma del sistema giudiziario cosi ampia e profonda. Come ho scritto precedentemente, un rapporto dell’anno 2011 del Centro Romeno per le Politiche Europee ”L’accessibilità alla UE e la Riforma della Giustizia nell’Europa Sudorientale e Orientale”, da un riassunto che fa riflettere sulle misure anticorruzione e sulle riforme giudiziarie sostenute in passato dalla UE nei vari paesi dell’Europa Orientale. Non c’e’ alcuna prova che la riforma della giustizia, come la si sta applicando in Albania, darà in realtà i risultati desiderati: un sistema giudiziario indipendente, forte e non corrotto.

La riforma della giustizia in Albania è costituita da due componenti principali: la valutazione patrimoniale, morale e professionale di tutto il personale della giustizia tramite una serie di accertamenti organizzati da una commissione scelta dal parlamento (cioe’ il vetting), e la creazione di una serie di nuove istituzioni per l’amministrazione della giustizia: Consiglio Superiore Giudiziario (KLGJ), Consiglio Superiore dei Procurorati, (KLP), il Consiglio delle Nomine nella Giustizia (KED), e l’Ispettorato Superiore della Giustizia (ILD).

Come risultato del ritmo rallentato con la quale il Parlamento ha approvato una serie di leggi e variazioni della Costituzione, le quali regolano le nuove istituzioni e il processo del vetting, queste nuove istituzioni non sonno ancora messe in funzione nonostante, secondo la Costituzione vigente, dovessero essere formate più di un’anno e mezzo fa. Praticamente siamo in un vuoto legale e istituzionale, dove “ il vecchio sta morendo e il nuovo non può nascere”, una situazione intermedia nella quale “si evidenzia un gran numero di sintomi di malattie”.

Uno di queste sintomi è stata l’elezione del Procuratore Generale Temporaneo avvenuta con i soli voti della maggioranza Socialista, per via del fatto che il KLP non era ancora costituito, in violazione dello spirito della Costituzione, basata solo su una molto discutibile “opinione legale” scritta da anonimi burocrati della UE e degli USA. Fino a quando non ci sara’ un KLP, non ci sara’ un nuovo Procuratore Generale, e il Procuratore Temporaneo sara’ sotto il controllo del governo Rama.

Un’altro sintomo è che la Corte Costituzionale, da 9 membri, ora e’ ridotta di fatto a 5 membri – e forse presto ne avrà solo 4 – non potendo arrivare al quorum necessario di 6 membri. Di conseguenza, la Corte Costituzionale non sara’ piu’ in grado di prendere nessuna decisione. Secondo la Costituzione, 9 membri della Corte Costituzionale vengono eletti da Presidente della Repubblica (3 di loro), Parlamento (altri 3) e Cassazione (altri 3). In tutti i casi il KED è l’istituzione che prepara l’elenco dei possibili candidati. Cosi che fino a quando il KED non potra’ essere costituito, nemmeno si potra’ completare la Corte Costituzionale, e il paese continuerà a stare senza una Corte Costituzionale.

La stessa situazione è anche nella Corte di Cassazione, dove sono rimasti solo 9 dei 19 giudici che compongono l’organico. Come risultato di questa situazione, la Cassazione ha circa 24 mila cause arretrate, e questo vuol dire che adesso siamo entrando in un territorio dove sarà calpestato in maniera permanente il diritto costituzionale per un “ giudizio giusto, pubblico ed entro un tempo ragionevole” (articolo 42(2)), aprendo la strada ad una grande ondata di dossier che finiranno nella Corte Europea per i Diritti Umani (GJEDNJ), causando migliaia di euro di danni per lo stato Albanese. I giudici della Cassazione vengono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del KLGJ. Fino a quando il KLGJ non sara’ stato costituito, neanche la Cassazione può essere totalmente funzionale.

Attualmente. In totale 48 candidati per KLP, KLGJ, KED e ILD devono essere verificati dalla commissione del vetting. Finora solo tre di loro sono entrati nel processo del vetting, e nessuno lo ha passato: Besnik Imeraj, candidato per KED, ha dato le dimensioni; mentre Besa Nikehasani, candidata per KLP e Besim Trezhnjeva, candidato per KLGJ sono stati licenziati dalla Comissione Indipendente delle Qualificazioni. (KPK).

Come ho argomentato precedentemente, sembra impossibile che queste istituzioni vengano formate prima dell’estate e con quello che si vede neanche prima di questo fine anno.

Questo significa almeno un’anno senza un Procuratore Generale indipendente, un anno senza una Corte Costituzionale funzionale e un’anno nel quale il numero dei dossier impantanati in Cassazione continuerà a crescere. Nel frattempo, quando il processo di veting si concentrerà nella rivalutazione degli uffici giudiziari e dei tribunali dei distretti, anche questi verranno paralizzati dai molti altri posti resi liberi dal vetting.

Non c’e’ nessuna garanzia che dopo il vetting saranno rimasti abbastanza candidati per completare tutte le posizioni nelle nuove istituzioni della giustizia, cosa che renderebbe necessario anche un altro bando per le nuove candidature, un altro round di vetting dei candidati e cosi via.

Ma supponiamo che, finalmente, tutti i candidati siano stati verificati e KLP, KLGJ, KED e ILD possono prendere le funzioni a loro affidate dalla Costituzione: chi nomineranno questi istituzioni per riempire il gran numero di posti liberi che causerà il vetting nel sistema della procura e dei tribunali?

I nuovi giudici incaricati, dopo la riforma, dovranno aver finito la Scuola della Magistratura, ma il problema è che KLP e KLGJ, non solo nominano i laureati, ma pure decidono il numero dei posti liberi nella Scuola della Magistratura. Come risultato, il direttore della Scuola della Magistratura Sokol Sadushi, pochi giorni fa, a messo l’allarme non solo per il fatto che 16 magistrati diplomati quest’anno resteranno senza lavoro (perche’ nessuno puo’ dare loro l’incarico fino a che non venga costituito il KLGJ), ma anche per il fatto che la scuola non può nemmeno accettare nuovi applicazioni per 25 posti disponibili durante l’anno accademico 2018-19.

Sadushi propone una accordo per il quale il Parlamento deve passare una “disposizione transitoria”, permettendo a 25 studenti di iniziare al prossimo anno accademico senza l’approvazione di KLP e KLGJ. Tuttavia, questo creerebbe un precedente per “altri disposizioni transitorie” decise esclusivamente dalla maggioranza socialista di Edi Rama, per “regolare” la riforma nella giustizia, mentre la stessa è in fase di implementazione. Per esempio, il governo può suggerire una “disposizione transitoria” per riempire i posti vacanti nella Corte Costituzionale o nella Cassazione, nello stesso modo usato per sostituire il Procuratore Generale.

Ma supponiamo che una cosa del genere passi in Parlamento, e i 25 studenti inizino la Scuola della Magistratura quest’anno. Quando arriveranno ad essere diplomati, (tra tre anni) loro dovranno “riempire” centinaia di posti resi liberi dal vetting in tutto il sistema giudiziario. KLP e KLGJ saranno in grado di attenuare questa discrepanza a partire dall’anno accademico 2019-20 (supponendo lo scenario migliore). Questi nuovi Magistrati saranno in grado di iniziare il lavoro solo nell’anno 2021.

Cosi, i ritardi incostituzionali nella formazione del KLP e del KLGJ influenzano direttamente l’attuale sistema della giustizia in Albania, non solo tramite un Procuratore Generale illegittimo e la paralisi dei tribunali. Questi ritardi influenzeranno nel prossimo futuro, almeno fino alle prossime elezioni Parlamentari, l’esatto funzionamento del sistema giudiziario “indipendente”, anche dopo aver finito il vetting.

Il danno fatto dall’implementazione fallita della riforma in giustizia, per la quale la UE continua a sostenere che sta andando avanti “secondo le previsioni”, indebolirà il sistema giudiziario albanese per molti anni a venire. E da un sistema giudiziario debole avranno benefici solo il governo Rama e il crimine organizzato.