L’Ambasciatore Lu scambia giustizia e banane.

Ormai è una tendenza in Albania, i diplomatici che sono vicino alla fine del loro mandato, addolciscono le loro abitudini diplomatiche e iniziano ad apparire nei programmi televisivi e nelle pagine delle riviste.

Qualche giorno fa e’ stato il turno dell’ambasciatore americano Donald Lu a brillare nel programma televisivo satirico Portokalli, dove ha interpretato il ruolo di se stesso nel “mercato politico”, tenendo un banco di frutta vicino al banco delle concessioni e delle tasse di Edi Rama, al banco degli stivali di Monika Kryemadhi, al banco degli ombrelli di Lulzim Basha, e quello delle armi di Sali Berisha.

La prima frase dell’ambasciatore, con in mano una banana , e’ stata “Non me ne andrò senza rendere giustizia nel grande mercato della società albanese” . Il pubblico, al quale a quanto pare è piaciuto il suo accento americano, ha applaudito.

In risposta alla dichiarazione di Lu, gli attori che imitavano Berisha, Basha e Kryemadhi sono passati dall’altra parte della scena, allontanandosi da Lu, mentre Rama sembrava indeciso se unirsi a loro oppure a Lu.

Il finto Lu chiede al finto Rama: “Vuoi venire di qua, o vuoi andare di la?

I politici dell’opposizione cominciano a sedurre Rama per farlo unire a loro facendo offerte per i cittadini, mentre Lu dall’altro banco urla: “ In prigione, in prigione!”

La morale di questa piccola sceneggiata sarebbe che l’opposizione offre il crimine, ma l’ambasciatore americano promette la prigione per i criminali. E Rama finisce, piangendo, tra le braccia dell’ambasciatore americano.

Nonostante il carattere comico della scenetta di Portokalli, questa mostra chiaramente come sia in realta’ l’ambasciatore Donald Lu e quale sia il suo concetto di giustizia.

Inizialmente la riforma nella giustizia sottointendeva il rafforzamento del potere giudiziario, in maniera che funzionasse in maniera indipendente dagli altri due poteri statali, e che avesse la capacità di investigare la sfrenata corruzione dei funzionari, senza subire interventi politici.

Tuttavia, durante il suo percorso, la riforma nella giustizia è stata usata dal premier Edi Rama come una pulizia del sistema giudiziario per interessi di parte, e grazie ad un’opinione legale firmata dall’Ambasciata Americana, e’ riuscito a prendere la Procura Generale. Nel frattempo, l’Ambasciatore Lu ha riformulato la riforma nella giustizia usando l’espressione “la cattura dei pesci grossi” come risultato della “pressione” della “società civile” e tutte e due gli approcci hanno un significato completamente sbagliato.

Ed ora, su una televisione nazionale, la riforma nella giustizia viene ridotta ad una sola piccola parola: “prigione”. E secondo lo scenario di Lu, la riforma ha solo un vero sostenitore politico, anche senza la sua volontà: Edi Rama. Questo è più di una farsa!

La riforma nella giustizia infatti è un risultato della pressione esercitata dall’Unione Europea nel contesto del processo di adesione dell’Albania, mentre le storie dei “pesci grossi” continuano a non avere nessun vero risultato: nessun pesce grosso non è stato preso fino ad ora, e questo in nessun modo era il risultato che ci si aspettava dalla riforma della giustizia.

Nello stesso tempo, l’ambasciatore Lu non e’ stato capace di riconoscere i gravi problemi che la riforma della giustizia ha causato in realtà: la distruzione della Corte Costituzionale, la paralisi della Corte Suprema, e una cultura di paura e di odio diffusa in tutto il sistema giudiziario.

Nonostante il piacere sadico che il premier Rama ottiene dal continuo ripetere“i giudici non hanno visto ancora niente”, l’ambasciatore Lu ha salutato la riforma come una strada diritta verso la giustizia, e continua a riempire il suo banco con “i frutti della giustizia

La riforma nella giustizia può raggiungere ogni genere di risultato, tranne rafforzare o sostenere l’applicazione della legge: si è conclusa con un golpe anticostituzionale nel quale la maggioranza di Edi Rama – tramite leggi che solo la maggioranza ha approvato – ha catturato le funzioni del potere giudiziario indipendente.

I principali rapporti del governo americano hanno confermato questa cosa. Un ultimo rapporto del Dipartimento di Stato americano racconta le violazioni massive dei diritti umani che sono accadute durante il mandato di Rama, mentre un altro rapporto del Dipartimento di Stato, racconta che l’Albania per il secondo anno di fila e’ tra i principali paesi del mondo per il riciclaggio del denaro sporco, e qualifica il paese come uno dei punti principali del narcotraffico nel mondo. Donald Lu ha taciuto per il secondo rapporto e non ha pubblicato nessuno dei due nella pagina ufficiale dell’ambasciata americana o sui media sociali.

Sfortunatamente, Lu non difende più gli interessi del popolo albanese, e neanche gli interessi del popolo americano; lui sta incensando con piena consapevolezza il governo Rama, a cui sta dando un supporto incondizionato.

Questo ci porta al fondamentale mito che descrive tutta la propaganda di Lu per la riforma nella giustizia: che è una semplice scelta tra il crimine e la giustizia, tra gli stivali e le banane. Questa in realta’ è una finzione. Noi adesso siamo in una situazione in cui il crimine ha superato la giustizia, e dove e’ il crimine a decidere cosa sia giusto e e cosa no, e dove il crimine minaccia: ”Non avete ancora visto niente”!