L’ultimo tango di Rama e Lu: il mandato d’arresto per Llalla.

La Corte Penale di Rama, dopo aver inscenato gli arresti domiciliari di Saimir Tahiri, rilascerà entro la settimana un mandato d’arresto per l’ex Procuratore Generale Adriatic Llalla.

La Germania ha richiesto l’arresto di Saimir Tahiri, come prova della serietà del Premier Edi Rama nella lotta contro il crimine e la corruzione e come condizione irrinunciabile per l’apertura delle negoziazioni con l’Albania. La condizione tedesca è stata comunicata al governo da qualche mese, si come Exit.al ha riportato, ma Rama ha cercato di aggirare il problema, nella speranza che l’assertivo rapporto della Commissione Europea, nel quale il caso Tahiri non viene affatto menzionato, bastasse ad indebolire la condizione tedesca. Ma durante la prima visita di tre settimane fa in Germania, Rama ha capito non solo l’ inevitabilità della “condizione Tahiri”, ma anche il fatto che pure lui personalmente, senza l’arresto di Tahiri, rischia di essere messo sotto tiro dalla critica tedesca per la protezione del crimine e della corruzione.

Per questa ragione, Rama ha promesso alla Cancelliera Merkel che permetterà l’arresto di Tahiri e ha preso da lei una promessa che lei in cambio cercherà di attenuare gli atteggiamenti scettici di un certo numero di deputati tedeschi.

Quindi, appena tornato dalla Germania, Rama ha messo in azione il piano per permettere l’arresto di Tahiri, ma in modo da non compromettere ne Tahiri ne Rama. Tahiri si e’ persuaso e ha scelto la strada delle dimissioni da deputato per salvare se stesso e la maggioranza socialista dallo spettacolo della sessione parlamentare per la rimozione dell’immunità dall’arresto.

Ma mentre i tedeschi hanno chiesto l’arresto di Tahiri per giustizia, l’ambasciatore Lu chiede l’arresto di Adriatic Llalla per interesse personale. Lo scontro Lu – Llalla ormai è forte e personale, ma Lu ha una motivo razionale per volere Adriatic Llalla in galera: lui cerca di danneggiare qualsiasi tipo di credibilità di Llalla, in modo che se Llalla dovesse in futuro parlare o testimoniare contro Lu, per le molte azioni discutibili di quest’ultimo, dal caso Bankers ai continui interventi sulla procura, le sue accuse non possano avere sufficente credibilità per arrivare a danneggiare Lu e la sua carriera.

Llalla ha dimostrato anche in passato di essere pronto a testimoniare contro Lu, come ha tentato di fare davanti al Congresso Americano poco più di un anno fa, quindi rimane un rischio costante per Lu, tanto più quando è presumibile che, per ottenere il divieto di accesso di Lalla negli Stati Uniti, Lu potrebbe aver distorto la verita’ o fornito al Dipartimento dello Stato informazioni inaccurate su Llalla e sulla loro relazione diretta.

Lu è consapevole che dal momento che si allontanerà dall’Albania, non avrà più alcun tipo di potere o di influenza, ne’ in Albania e ne’ al Dipartimento dello Stato, così sta esercitando una ulteriore pressione sulla Procura affinche’ il “caso Llalla” si risolva entro il 20 luglio, data in cui lascerà il nostro paese.

Dall’altra parte il duo Rama – Lu è sotto la pressione dell’opinione publica, albanese e internazionale, per dimostrare le prove dei progressi della riforma nella giustizia, in un tempo in cui la riforma sta fallendo in modo spettacolare, portando la giustizia albanese a condizioni catastrofiche: circa due anni dopo l’adozione della riforma le istituzioni di base dell’amministrazione del sistema giudiziario, KLGJ e KLP, non sono state ancora create e non c’e’ nessuna possibilità che lo siano entro i prossimi quattro mesi; anche lo SPAK e l’Ufficio Investigativo non possono essere creati entro questo anno: la Corte Costituzionale e’ totalmente distrutta perché non ha più neanche il numero minimo necessario per tenere le udienze; la Corte di Cassazione è totalmente paralizzata; il sistema giudiziario è in condizioni extralegali e anticostituzionali, se non addirittura sotto il pieno controllo politico del premier Rama e dell’ambasciatore Lu.

Questo fallimento della riforma, Rama e Lu possono coprirlo temporaneamente arrestando Tahiri, controvoglia, e Llalla, invece con molta voglia, per mostrare i loro arresti davanti a tutto il mondo come un trofeo della riforma nella giustizia.

Ma per raggiungere questi obiettivi e nel modo desiderato, il duo Rama – Lu aveva un ostacolo chiaro, la Procura dei Gravi Reati, l’unica unita’ della Procura che non era sotto il controllo di Rama e di Lu, e che ha dimostrato di non essere disposta a ballare il ballo Rama Lu, o almeno non con il ritmo Rama – Lu.

Nel caso di Tahiri, la Procura dei Crimini Gravi non può garantire a Rama l’implementazione del suo patto con Tahiri per un arresto temporaneo e un’indagine “controllata” per evitare una severa punizione. Il patto Rama – Tahiri ha rischiato molto nelle ultime settimane, perché i Procuratori del caso hanno assicurato nuove prove che dimostrano chiaramente gli stretti legami di Tahiri con gli Habilaj e il suo arresto è cosi’ diventato inevitabile.

Mentre nel caso di Llalla, la Procura dei Crimini Gravi, anche se ha investigato, non ha trovato prove sufficienti per mettere sotto accusa e per arrestare Llalla. Nonostante gli attacchi e le gravi accuse pubbliche lanciate da diversi mesi da Lu contro Llalla, nonostante una campagna sponsorizzata direttamente da lui sui media per creare l’idea di gravi crimini commessi da Llalla, contro Llalla non sono state trovate prove affidabili di veri atti criminali. In questi condizioni, la pressione diretta dell’ambasciata americana tramite i suoi funzionari di alto livello (in aperta violazione di ogni legge internazionale, americana e albanese) i procuratori dei Crimini Gravi non hanno potuto lanciare accuse ufficiali e nemmeno un ordine d’arresto per Llalla.

Questi ostacoli della Procura dei Crimini Gravi, il duo Rama – Lu lo ha risolto con un altra azione in violazione della legge e dalla Costituzione: congedando il capo della Procura dei Crimini Gravi, Besim Hadarmataj e la sua sostituzione con Donika Prela, l’ex Procuratrice di Durazzo, una persona stretta e fidata del Procuratore generale provvisorio Arta Marku.

Il cambio di direzione della Procura dei Reati Gravi ha aperto la strada all’arresto “controllato” di Saimir Tahiri e l’aprira’ all’arresto arbitrario di Adriatik Llalla.

Ormai, è questione di giorni, o ore, prima che la Procura dei Crimini Gravi emetta il mandato d’arresto anche per Adriatic Llalla.

Quello che succederà più tardi e’ difficile prevederlo. Edi Rama non vuole veramente la condanna di Saimir Tahiri e proverà a gestire attentamente il destino delle sue indagini. Resta solo da vedere se i suoi fiduciari nella Procura, Marku e Prela, continueranno a servire fino in fondo Rama mettendo a rischio la loro carriera.

Invece le indagini contro Adriatic Llalla hanno poche possibilità di andare avanti, che venga arrestao o meno, perché sono senza nessuna base o prova. Infine, con la partenza dell’Ambasciatore Lu il 20 luglio di quest’anno, si allontanerà anche la pressione contro la procura per il caso Llalla.