Nga Vincent W.J. van Gerven Oei
Veliaj si vanta con la sua preferita foglia di fico: i bambini

C’è un tipo speciale di articoli di giornale, che spingono a pensare alle “donazioni” di privati che si nascondono dietro giornali generosi e senza pagamento, come il quotidiano inglese The Guardian. Sebbene l’idea del giornalismo qualitativo e offerto senza pagamento sia da applaudire, c’e’ sempre un prezzo da pagare, e quando si tratti di paesi di seconda mano nella scena mondiale, com’è l’Albania, è facile pubblicare notizie interessanti, e senza porsi molte domande.

Un articolo di questi, assai sospetto, è apparso a novembre dell’anno 2016, quando Jason Farago compose una montagna di ingenue lodi per le politiche del Primo Ministro Edi Rama, nel tempo in cui quest’ultimo aprì la sua esposizione personale alla galleria Marian Goodman a New York.

L’ultimo esempio invece è l’articolo scritto da Laura Laker, sempre su The Guardian, il quale tratta delle città “amichevoli con i bambini”; sorprendentemente, Tirana viene citata come esempio di una città del genere, e l’articolo finisce con un inno per le politiche del sindaco Erion Veliaj, senza peraltro fare nessun sforzo critico sul tema.

Laura Laker, in modo totalmente acritico scrive per le “aziende che sponsorizzano la trasformazione di asili e asili nido da celle di prigione a bellissimi spazi”, senza trattare minimamente il clientelismo e la corruzione che scatenano queste “sponsorizzazioni”, le quali vengono poi ricompensate con permessi di costruzione. Essa menziona                        “ collaborazioni publico private” senza capire quale grande peso finanziario comportino per i contribuenti albanesi.

Nuovamente senza una valutazione critica, l’articolo cita Veliaj che sostiene che la protesta contro la cementificazione del Parco del Lago di Tirana è stata organizzata da “una minoranza rumorosa , che ha stretti legami con interessi privati.”

In realtà, i protestanti del Parco del Lago sono proprio l’opposto di coloro con “interessi ristretti”. Coloro che avevano ed hanno interessi simili erano proprio quelli che Veliaj aveva contattato per gettare centinaia di metri cubi di cemento in una zona naturale e protetta, com’è il Parco del Lago.

Infatti Erion Veliaj ha distrutto in maniera continua i parchi e i spazi per i bambini a Tirana. Esempi più recenti sono la zona vicino all’ex Parco degli Autobus e l’angolo “I 7 nani” sulla via Elbasan. Tutti e due i parchi non ci sono più, e gia’ hanno lasciato il posto a torri di cemento, approvate dal Sindaco Veliaj, la cui principale promessa nella campagna elettorale e’ stata quella di non approvare nuovi permessi di costruzione, senza i quali il Comune infatti fallirebbe.

Ma la cosa più oscena di tutto questo è il fatto che il Sindaco Erion Veliaj ha usato i bambini in ogni momento della sua propaganda come scudo per proteggersi da ogni forma critica. E Laura Laker “ha comprato “ all’ingrosso questa strategia propagandistica, facendo dei bambini il tema principale del suo articolo. Basta un solo sguardo nella pagina Facebook di Veliaj per capire che tutta la sua immagine politica si basa sul’ interazione e il contatto fisico con i bambini.

A parte la domanda se sia morale che i bambini si sfruttino continuamente in una discutibile agenda politica qual’e’ la campagna attuale delle denunce publiche contro le molestie sessuali e i comportamenti impropri delle figure politiche, si pone anchew la domanda se sia adatto per un politico farsi fotografare in ogni attività pubblica tenendo in braccio dei bambini.

I bambini – specialmente quelli piccoli e sorridenti, quelli che non possono alzare la voce contro il clientelismo, che non possono capire la natura della corruzione e che sono grati per ogni regalo, a prescindere da dove viene – sembrano essere i preferiti di Erion Veliaj.

Con i bambini, Veliaj non rischia di doversi confrontare con le critiche per le promesse non mantenute e per le sue politiche che danneggiano l’interesse publico. Proprio questa è la ragione per cui Laura Laker avrebbe dovuto chiedere agli adulti per la vera natura delle cosiddette politiche “amichevoli per i bambini” del sindaco Veliaj.