Rilindja attacca le banche internazionali?

Prima o poi doveva succedere. La selva di portali calunniatori ed estorsivi che popolano il web albanese non poteva non produrre un attacco diretto ad una banca internazionale, con un “procurato allarme” che cerca di seminare il panico tra i risparmiatori.

E’ acceduto lunedi 4 giugno, quando il portale Pamfletionline, la cui proprieta’, secondo molti commentatori, e’ riconducibile a Saimir Tahiri, ha postato la notizia che la quinta banca dell’Albania, la francese Societe’ Generale, sarebbe stata prossima al fallimento. Per rincarare la dose ed aumentare l’effetto, il portale ha direttamente invitato i clienti della banca ad affrettarsi a ritirare i loro depositi, corredando l’invito con la spiegazione che solo i primi 2,5 milioni di lek erano assicurati.

Non poteva mancare anche un riferimento alle Piramidi finanziarie sviluppatesi nell’epoca della Presidenza Berisha, che causarono la crisi del 1997, e un riassunto di comodo dei commenti della stampa internazionale delle voci, presto smentite, di una possibile fusione tra Societe’ Generale e Unicredit.

Un simile comportamento, che in quasi tutti i paesi europei sarebbe gravemente sanzionato dai tribunali, dimostra una volonta’ del portale di creare grossi problemi alla banca, ma al momento non e’ possibile spiegare se si tratti solo di una iniziativa temeraria e dettata dall’ignoranza, o se si tratti invece di un grossolano tentativo di estorsione, oppure ancora di una vendetta per qualche operazione che la banca stessa non ha voluto eseguire e magari ha “segnalato” alle autorita’ antiriciclaggio.

Questa appare l’ipotesi piu’ probabile, vista la proprieta’ attribuita al portale in questione, viste la attivita’ notorie di tale presunta proprieta’, e visto il fatto, confermato da molti operatori economici sulla piazza di Tirana, che Societe’ Generale, tra tutte le 15 banche di secondo livello e’ forse la piu’ rigida e restrittiva nella compliance, cioe’ nell’applicazione delle regole e della prassi per evitare il riciclaggio del denaro sporco.

Exit.al ha recentemente commentato che le banche che  appartengono a gruppi bancari internazionali hanno una maggiore difficolta’ sul mercato rispetto a quelle locali o a quelle che non devono sottostare a compliance dettate da regole internazionali, anche se curiosamente questo fatto vede proprio Societe’ Generale Albania in controtendenza, cioe’ nell’ultimo periodo ha accresciuto i depositi a differenza di molti suoi concorrenti internazionali.

E’ noto che Societe’ Generale e’ la terza banca francese, di poco piu’ piccola di Credit Agricole, ed e’ la settima banca per capitalizzazione nella zona dell’Euro. E’ altrettanto noto che Societe’ Generale ha una strategia di uscita dai Balcani e dall’Est Europa, e infatti anche la sua controllata albanese e’ stata recentemente oggetto di una due diligence da parte di una importante banca ungherese, evidentemente interessata all’acquisto, ma tutto questo non giustifica affatto l’allarme creato dal portale pirata.

Fenomeni simili a quello registrato ieri, se dovessero ripetersi, coniugati ad una serie di svantaggi normativi, finirebbero per allontanare definitivamente altri protagonisti di standing internazionale  ancora presenti sul mercato bancario albanese, lasciando campo libero a banche extraeuropee con radici non conoscibili in paesi non sufficientemente regolamentati, allontanando ancora di piu’ l’Albania dalla integrazione europea.

Toccherebbe al governo e alla Banca Centrale, peraltro apparentemente piu’ impegnati a nascondere altre cose compromettenti nel settore bancario, come la discutibile proprieta’ di ABI Bank, mettere a punto un sistema di difesa giuridica del sistema finanziario, ed in particolare di quella parte del sistema gia’ certificata e controllata in Europa, da questo tipo di aggressioni che nulla hanno a che vedere con la liberta’ di stampa.