Regolamento di conti alla Guardia della Repubblica?

Sabato mattina alle ore 6 circa, nei blindatissimi ambienti del garage della Guardia della Repubblica—il reparto che si occupa delle scorte e della sicurezza dei politici albanesi—Shkelzen Qordja, l’autista del Ministro degli Interni Fatmir Xhafaj, si e’ suicidato sparandosi  alla tempia destra con una pistola mitragliatrice MP5—la famosa “machinepistol” tedesca, nella foto in testa all’articolo—seduto al posto del guidatore in un’auto di servizio. Nell’auto, parcheggiata in un garage chiuso da dentro, sarebbero stati trovati tre bossoli (secondo la Polizia, o 6, secondo altre fonti).

Shkelzen Qordja aveva 31 anni ed era un militare della Guardia da poco piu’ di un anno. Prima di diventare l’autista di Fatmir Xhafaj era stato l’autista di Engjell Agaçi, il segretario generale della Presidenza del Consiglio albanese gia’ avvocato penalista a Roma, noto per aver difeso tutti i principali criminali albanesi nei tribunali italiani, notoriamente buon amico di Fatmir Xhafaj. Quando Shkelzen era stato chiamato a servire il nuovo Ministro degli Interni, Agaçi lo aveva sostituito con il fratello Ermal, anche lui militare della Guardia. Tutti e due i fratelli, prima di essere arruolati nella Guardia della Repubblica, sono stati accompagnatori e autisti personali di Xhafaj.

La sera prima del tragico evento, Shkelzen Qordja aveva festeggiato qualcosa insieme agli amici, postando pure le foto sui social media, quindi non appariva particolarmente turbato da qualcosa.

Secondo le ricostruzioni della stampa, i fratelli Qordja erano vicini alla famiglia Xhafaj e in particolare uno di loro risulta essere amico di Agron (o Geron) Xhafaj, il fratello narcotrafficante del Ministro degli Interni.

Un inusuale comunicato stampa congiunto della Polizia, del Servizio Informazioni Interne del Ministero degli Interni e della Procura, ma pubblicato solo sul sito della Polizia e non su quello della Procura, riferisce che il cadavere e’ stato trovato (ma non si dice da chi) alle 09.30, mentre altre fonti riferiscono che il ritrovamento e’ avvenuto alle 06.00, con varie ferite di arma da fuoco sparate da destra a sinistra, con l’arma di servizio nella mano destra e con il selettore nella posizione di tiro a raffica, e nell’abitacolo dell’auto sono stati trovati tre bossoli, e per questo il comunicato ipotizza il suicidio.

Il Ministro Xhafaj ha dichiarato di essere molto colpito per il fatto accaduto ad una persona a lui vicina, mentre il Primo Ministro Rama, prima ancora che venissero espletate le perizie del caso, ha dichiarato che la morte era dovuta a suicidio e che le macabre ricostruzioni dell’opposizione, che ipotizzava un regolamento di conti di tipo mafioso, erano un puro sciacallaggio politico.

Nel giro di pochi giorni, e’ questa la seconda morte sospetta di esponenti della Guardia della Repubblica: circa due settimane prima il Comandante del Servizio Operativo della Guardia della Repubblica, Martin Nika, era stato travolto e ucciso da un’auto che procedeva ad alta velocita’ verso mezzanotte nei pressi della Presidenza del Consiglio.

Anche in quel caso le notizie sono state fornite con molto ritardo e la spiegazione ufficiale e’ stata di un normale incidente automobilistico, mentre vari testimoni affermano che il militare stesse facendo (come secondo lavoro) da guardia del corpo al noto imprenditore e finanziere Saimir Mane. Varie fonti informali raccontano che Mane aveva appena finito di cenare nel noto ristorante Padam e stava salendo sulla propria auto quando un altra auto avrebbe tentato di travolgerlo, cosa che non sarebbe riuscita proprio grazie alla prontezza e allo spirito di sacrificio del militare, che pero’ ha pagato con la propria vita.